Ricerca Avanzata

Visita le Gallerie

 
 

Fantasiose Etichette di Vino
La Redazione – 28 Maggio 2004

Ultimamente il caleidoscopio di nomi fantasiosi che appaiono sulle scaffalature dei negozi di vino sembra un incrocio fra illustrazioni tratte da libri favole e altre che provengono dalla sezione per soli adulti di una libreria. Il Thirsty Lizard (Lucertola Assetata) Chardonnay e il Toad Hollow (Valletta dei Rospi) Zinfandel per esempio, fronteggiano il 2 Brothers Big Tattoo Red (2 Fratelli Grande Tatuaggio Rosso). Che il fenomeno sia imputabile alla sovrabbondanza d'uva, oppure si deva dar credito del fenomeno alla creatività crescente di produttori ed esperti di marketing, le etichette di vino non sono mai state così divertenti, particolari e in grado di trarre l'attenzione del pubblico come in questo momento. Va aggiunto che un gran numero di vini dai nomi più inusuali sono divenuti recentemente mostruosi successi commerciali, un dato di fatto che quasi certamente darà il via ad un torrente continuo di etichette particolari ed umoristiche. Improvvisamente vini dai nomi tradizionali che includono i tipici Domain-questo e Château-quest'altro sembrano essere decisamente fuori moda.

Thirsty Lizard, Kissing Bridge, Toad Hollow
Etichette di vino creative quali Thirsty Lizard (Lucertola Assetata),
Kissing Bridge (Ponte dei Baci) e Toad Hollow (Valletta dei Rospi)
attraggono l'interesse dei consumatori.

L'Australia rappresenta la punta testa di ponte di questa nuova tendenza, possibilmente stimolata dal fenomenale successo ottenuto dall'etichetta [yellow tail] ([coda gialla]) sul mercato nordamericano negli ultimi due anni. Le etichette più scioccanti vengono tipicamente riservate a bottiglie che costano meno di $12. L'azienda Cheviot Bridge, basata in Melbourne, Australia, ha introdotto il suo Kissing Bridge Chardonnay negli Stati Uniti due anni fa e quest'anno prevede di distribuire ben 40.000 cartoni dell'annata 2002 a $6 la bottiglia al dettaglio. La stessa azienda distribuirà inoltre 35.000 cartoni con etichetta Thirsty Lizard che include vini Chardonnay, Shiraz e Shiraz Bianco di diverse annate e costano circa $7 la bottiglia.Thirsty Lizards viene importato negli Stati Uniti da Cheviot Bridge Wine Inc. basata a Durham, in North Carolina.

"L'idea che gli americani hanno degli australiani in generale è che noi non ci prendiamo troppo seriamente," dice Hugh Cuthbertson, winemaker e direttore di marketing della ditta Cheviot. "Ci burliamo di noi stessi, e questo è quello che cerchiamo di comunicare attraverso i nomi dei nostri vini. Il nome è parte integrante del marketing e della presentazione del prodotto e hanno lo scopo di convincere i consumatori a provare i nostri prodotti. La sfida è quella di attrarre l'attenzione del possibile cliente prima che scelga qualunque altro tipo vino."

Molti produttori del "Nuovo Mondo" stanno seguendo l'esempio australiano e lo fanno usando spesso maliziosi doppi sensi. Fairview, un'azienda sudafricana importata negli Stati Uniti da Vineyard Brands Inc. di Birmingham, in Alabama per esempio, si prende gioco del marchio francese Rhône Valley con la sua etichetta Goats do Roam (Capre di Roam, nome è stato ispirato dalle 900 capre che vengono allevate per la produzione di formaggio e vivono fra i vigneti dell'azienda), sotto la quale vengono distribuiti vini frutto di tagli di varie uve (il rosso viene prodotto della combinazione di sette uve che spaziano dal Pinotage al Mourvèdre). La produzione del 2002 si vende attualmente al dettaglio a $9 la bottiglia. Nel 2001, primo anno di produzione dell'etichetta, Fairview ha importato negli Stati Uniti 25.000 cartoni di Goats do Roam. Un totale che è raddoppiato a 50.000 nel 2003, afferma Robin Back, responsabile del marketing in nord America per Fairview.

Vivaciious Vicky and Nuthouse Argyle labels
L'etichetta Vivacious Vicky! (Vivace Vicky!) usa un'illustrazione
che attrae l'attenzione dei consumatori, mentre il 2000 Nuthouse
(letteralmente, "Casa delle Noci", ma anche "Casa di Pazzi"
in gergo, n.d.t.) Argyle Chardonnay usa un approccio più sottile.

"La vita è troppo breve per prendere tutto seriamente, il mondo del vino ha bisogno di un po' di buonumore," insiste Back, il quale distribuisce anche Goat-Roti, un'altra etichetta della Fairview che fa marameo al Rhône francese. Si tratta di un 2002 Syrah che si vende al dettaglio a $18 la bottiglia. I Paesi del "Vecchio Continente" come la France hanno le loro tradizioni ed è una cosa eccellente. I produttori dei nuovi Paesi del vino invece, non avendo tradizioni non devono sottostare alle stesse costrizioni." Back ammette di essere stato colto di sorpresa dallo strepitoso successo americano dei vini della Fairview e concede che "Non avremmo mai ottenuto lo stesso volume d'affari se avessimo importato i vini sotto l'etichetta standard della Fairview. Il nome Goat (Capra) è quello che rende il pubblico curioso e voglioso di provare il nostro vino."

Attualmente nomi divertenti e scherzosi stanno spuntando virtualmente in ogni Paese produttore. Billington Imports, Inc. di Springview, nello stato della Virginia, lo scorso anno ha venduto circa 14.000 cartoni del 2001 2 Brothers Big tattoo Red, un taglio prevalentemente di Cabernet Sauvignon e Syrah prodotto dalla ditta cilena Calama Wines che si vende al pubblico a $9 la bottiglia. Quest'anno Billington ha in programma di importare circa 40.000 cartoni della vendemmia 2002. "Il nome e l'etichetta certamente ci differenziano dagli altri vini e i commercianti adorano impilare delle nostre bottiglie direttamente sul pavimento," dice Alfredo Batholomaus, presidente e CEO della Billington, il quale spiega che il nome è stato ispirato da suo fratello Eric, artista tatuatore professionista.

Negli Stati Uniti, Tod Williams ha prodotto vini alla Toad Hollow Vineyards (Vigneti della Valletta dei Rospi) di Sonoma fin dal 1993. Attualmente ha in distribuzione un vero best sellers, 11.000 cartoni del 2001 Toad Hollow Cacophony (Cacofonia della Valletta dei Rospi) Zinfandel, che va al pubblico a $14 la bottiglia. Secondo lui il gioco dei nomi strani si è ormai spinto un po' troppo oltre. "I nomi divertenti dei vini attuali mi fa venire in mente il fenomeno dei reality show televisivi," dice Williams. "Una trasmissione diventa popolare e, prima che uno se ne renda conto, vengono prodotte altre 30 trasmissioni che riproducono la stessa formula. Molti dei nomi che stanno uscendo attualmente sono piuttosto sciocchi. Forse la moda dei nomi inusuali si è spinta troppo oltre a questo punto."

Goat do Roam, Goat-Roti, and 2 Brothers wine labels
I nomi Goat do Roam (Capre di Roam) e Goat-Roti rendono
omaggio all'amichevole branco di capre che vivono nei
vigneti dell'azienda, mentre Big Tattoo Red
(Grande Tatuaggio Rosso) fa riferimento al fratello del produttore.

Occorre precisare che per la maggior parte, i rivenditori sono rimasti favorevolmente impressionati dalla qualità dei vini presentati sotto queste etichette. Michael Flanagan, proprietario di Flanagan's Wine Market, un negozio enologico di 112 metri quadrati a Sarasota, in Florida, dice che attualmente è attratto da Vivacious Vicky! (Vivace Vicky!) del produttore Kiona Vineyards di Benton City, nello stato di Washington (un taglio di uve rosse di varie annate che si vende al dettaglio a $11 la bottiglia), e dal 2002 Chardonnay prodotto dalla X Winery di Napa che vende al dettaglio a $18.50 la bottiglia. "Se nomi come questi incoraggiano la gente a bere più vino, che ben vengano," dice Flanagan, il quale sta facendo buoni affari anche con il 2003 Shiraz del produttore australiana Woop Woop Wines, che vende al dettaglio a $13 la bottiglia.

Si riscontrano meno consensi per i nomi scherzosi nei vini serviti al ristorante, dove i sommelier cercano di mantenere un'immagine seria. Tuttavia ci sono eccezioni. Infatti allo Wildwood Restaurant & Bar di Portland, in Oregon (un locale da 120 posti con una lista dei vini che comprende 150 etichette che vanno dal 2002 Adelsheim Vineyards Pinot Gris a $24 la bottiglia, al Krug Gran Cuvée Brut Champagne da $225 la bottiglia), il direttore dei vini Randy Goodman sta introducendo nomi meno usuali. Attualmente ha in inventario il 2000 Argyle Nuthouse Chardonnay della Willamette Valley's Argyle Winery di Dundee, in Oregon, a $49 la bottiglia.

"Abbiamo avuto anche il Bonny Doon Big House Red a $6 al bicchiere," dice Goodman. "Il fatto è che i nomi kitsch funzionano benissimo con vini dai costi inferiori. Metti un'etichetta un po' pazza su una bottiglia da $80 e la maggior parte dei clienti ordinerà piuttosto un classico cru Burgundy."

Pubblicato originalmente sulla rivista Market Watch– ©2004 Market Watch
H. Lee Murphy è un editore associato di Market Watch


 

Article Index

Tutto sul vino italiano.
Io sito ideale per pubblicizzare i tuoi prodotti enogastronomici:
WineCountry.it
Il Club del Vino Italiano
Il punto d'incontro in rete per produttori, esportatori, mediatori, importatori, distributori, consumatori e collezionisti di vino italiano.
WineCountry.IT
Buta Stupa

Cerca:


Ritorna a capo pagina

Abbonati a Wine Country News. Troverai novitá, informazioni, fatti, indagini e pettegolezzi sull'enogastronomia italiana.

 
 
 

Web Architecture & Design: Loris Scagliarini • Production & Maintenance: art-i-zen.com