Una copia di imprenditori di Los Angeles, California, cerca di commercializzare vino con l'etichetta 'Jesus Juice' ('Succo di Gesù').
È bestemmia oppure arte? È un caso di creatività ingenua, oppure si tratta semplicemente di cattivo gusto accoppiato a cupidigia?
Il fatto è il seguente: una coppia di Los Angeles ha avviato le pratiche per commercializzare vino col nome 'Jesus Juice', con sull'etichetta una fotografia che ricorda Michael Jackson in posizione crocefissa. Il Merlot 'Jesus Juice' è un'idea dell'attrice Dawn Westlake e del marito Bruce Rheins, uno dei produttori della trasmissione televisiva CBS Evening News (Notizie della Sera della CBS), il quale ha capeggiato il team di giornalisti e cameramen della rete televisiva che hanno seguito il processo per molestie a minorenni fatto a Michael Jackson.
Westlake e Rheins hanno richiesto la registrazione del marchio 'Jesus Juice' nel gennaio del 2004, due mesi dopo l'arresto del cantante / autore, e solo pochi giorni dopo che la notizia che Jackson avrebbe definito 'Jesus Juice' il vino che offriva a minorenni, mimetizzandolo in lattine di coca-cola o altre bibite, era apparsa sulla stampa americana.
Il primo di ottobre 2005 Westlake e Rheins hanno presentato all'ufficio competente – che stava ancora valutando l'approvazione o meno del marchio registrato – copia del logo 'Jesus Juice', che rappresenta un uomo quasi ignudo, con capelli lunghi e addosso solamente un guanto ingioiellato, scarpe lucide, ed un cappello nero che gli copre il volto.

La notizia è stata riportata per la prima volta domenica 6 novembre da NewsBusters ed è poi stata ripresa da altre testate, fra cui l'Associated Press, TheSmokingGun.com e la trasmissione'Countdown' ('Conto alla Rovescia), della rete televisiva MSNBC . In un'intervista di martedì 8 novembre pubblicata da CBS News, Rheins avrebbe detto che l'operazione non era altro che "un tentativo di parodia malriuscito.”
Nella stessa intervista Rheins ha dichiarato che lui e la moglie producono vino in proprio in piccole quantità ed avevano intenzione di imbottigliare un numero limitato di 'Jesus Juice' da regalare agli amici, alcuni dei quali avevano coperto il processo a Jackson assieme a lui. Nonostante abbia inoltre detto che lui e la moglie non avevano intenzione di trarre profitto dall'operazione, alcuni oggetti col marchio 'Jesus Juice' erano stati messi in vendita in un negozio virtuale su Internet mantenuto dalla Westlake. Gli oggetti sono stati tolti in questi giorni dal negozio virtuale, ma abbiamo fatto in tempo ad archiviare l'immagine delle pagine dedicate ad un orologio a muro ed una T-shirt col logo 'Jesus Juice', oltre ad una foto di Rehins in posa con una tazza ed una maglietta Jesus Juice. |