Ricerca Avanzata

Visita le Gallerie

 
 

Riconoscere il sapore del territorio nel vino – Prima di cinque parti
Linda Murphy, Chronicle Wine Editor – 21 Agosto, 2005

Tuttavia Gallo non è l'unico colpevole – sugli scaffali dei negozi statunitensi si vedono infatti una quantità di vini come l'Almaden California Chablis, l'Inglenook California Chianti (ambedue prodotti da Canandaigua Wine) e vini fortificati fatti nello stile del Porto vengono prodotti un po' ovunque in California, in  Australia e in altre parti del mondo.

Champagne
Produttori spagnoli come Osborne sperano che E. & J. Gallo Winery e altri produttori Usa smettano di usare la definizione "Sherry" su vini fortificati bianchi fatti con uve californiane. Lo Sherry autentico proviene dalla regione di Jerez, in Spagna.
Foto di Craig Lee per il Chronicle
 

Tutto questo è legale, perlomeno negli Stati Uniti. I produttori statunitensi possono infatti usare quella che l'U.S. Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (TTB, o Ufficio Statunitense per il Commercio e Imposte sulle Bevande Alcoliche e sul Tabacco) definisce nomi di località semi-generici sulle etichette dei loro vini, nella fattispecie, 'Champagne', 'Burgundy', 'Porto', 'Sherry', 'Chablis' o 'Chianti', purché vi aggiungano una definizione di località statunitense generica, tipo 'California', o 'America'.

I produttori europei, ed io mi unisco a loro, sono più che infastiditi da questi vini,che fra l'altro sono illegali nei 25 Paesi dell'Unione Europea. Secondo l'UE definizioni tipo 'California Champagne' e simili sono fuorvianti, creano confusione nei consumatori meno esperti e, soprattutto, danneggiano l'immagine ed il valore percepito dei vini che portano di diritto sulle etichette quei nomi d'origine.

"Allo stesso modo in cui non avrebbe senso acquistare arance della Florida raccolte in Nuovo Messico, o patate dell'Idaho coltivate in Georgia, un vino sulla cui etichetta appare il nome Napa Valley o Champagne non dovrebbe provenire dalla Cina", dice Paillard. "Il nostro gruppo si impegna ad educare i consumatori sull'importanza del luogo d'origine e (ci battiamo) perchè si smetta la pratica di usare nomi fuorvianti sulle etichette. (Gli Stati Uniti) sono l'unico posto al mondo che permette (legalmente) questa pratica".

Questo tipo di attività provoca dispute anche all'interno degli Stati Uniti, come nel caso del confronto legale fra l'organizzazione NVV (Napa Valley Vintners, o Viticoltori della Valle di Napa) e l'azienda Bronco Wine Co. di Fred Franzia, produttore del vino Charles Shaw 'Two Buck Chuck' ('Carletto da Due Soldi'), in vendita lo scorso anno a $1,99 nella catena di negozi di Trader Joe's.

Lo scorso maggio la Corte d'Appello della California ha riconfermato una legge approvata nel 2000, la quale ordina che un vino che porti la dicitura 'Napa' sull'etichetta deve contenere almeno un 75% di uve coltivate nella Contea di Napa. Bronco Wine Co. possiede tre marchi – Napa Creek (Fosso di Napa), Napa Ridge (Declivio di Napa) e Rutherford Vintners (Viticoltori di Rutherford – Rutherford è una sotto-denominazione di Napa Valley) – i cui vini vengono prodotti con uve non coltivate a Napa.

Come contromossa Broncoha prodotto, e vende nei negozi di Trader Joe's a soli $3.99, vini con marchio Napa Creek vini a denominazione d'origine Napa Valley che produce con uve coltivate a Napa. Che si tratti dini vini fatti coi criteri qualitativi che ci si aspetta da un vino a denominazione di origine o meno, il Four-Buck Fred (Federico da Quattro Soldi) ha fatto in pratica marameo agli imprenditori del settore che si stanno impegnando nella protezione dell'origine controllata dei vini.

Con tutta probabilità Franzia farà appello per cercare di rivedere la decisione della corte, mentre la NVV da parte sua farà tutto quanto è possibile per proteggere l'immagine di Napa come una delle più prestigiose zone vinicole del Nuovo Mondo.

"I produttori di tutto il mondo sanno che per la produzione di vino il luogo di provenienza dell'uva è importante", dice Joel Aiken, presidente del consiglio direttivo della NVV e vice presidente per la produzione di Beaulieu Vineyard. "Lo scopo di questa nostra iniziative è semplice – in Europa la maggior parte della gente ha familiarità con il concetto di origine (dei prodotti), mentre negli Usa questo concetto non fa parte del retaggio culturale. Il nostro gruppo si è riunito perchè, come produttori di vino, vogliamo contribuire alla consapevolezza del pubblico in generale dell'importanza dell'origine per quanto riguarda il vino e del perchè i nomi delle zone d'origine dei grandi vini debbano venire usati con accortezza".


Articoli correlati:

 

Indice Articoli

Tutto sul vino italiano.
Io sito ideale per pubblicizzare i tuoi prodotti enogastronomici:
WineCountry.it
Il Club del Vino Italiano
Il punto d'incontro in rete per produttori, esportatori, mediatori, importatori, distributori, consumatori e collezionisti di vino italiano.

Diventa un associato di
Italian Flavor Consortium®
e vieni con noi in America!

Italian Flavor Consortium

Cerca:


Ritorna a capo pagina

Abbonati a Wine Country News. Troverai novitá, informazioni, fatti, indagini e pettegolezzi sull'enogastronomia italiana.

 
 
 

Web Architecture & Design: Loris Scagliarini • Production & Maintenance: art-i-zen.com