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Morti Celebri
I 'Morti Celebri', specialmente immagini di Marilyn Monroe e Elvis Presley, sono un'altra tendenza esplorata da vari produttori. Il Marilyn Merlot è iniziato come un ghiribizzo, ma ha finito col diventare uno dei vini più ricercati dai collezionisti statunitensi ed il costo di raccolte di varie annate si avvicina a quello dei Bordeaux e Burgundi più quotati. A dire la verità si tratta di un eccellente vino di Napa Valley ed è un vero peccato, visto che la maggior parte di quelle bottiglie non viene mai aperta.
L'ultima produzione nella serie del Marilyn Merlot è la Velvet Collection (Collezione di Velluto), che riproduce sull'etichetta il nudo più famoso di tutti i tempi:, ossia la foto di Marylin apparsa sul primo numero di Playboy. Per placare il governo e altri possibili censori, l'etichetta include strategici 'veli' che vanno tolti per vedere la foto originale, ma ho il sospetto che togliendo queste 'coperture' si riduca notevolmente il valore della bottiglia.
Sfortunatamente buona parte delle bottiglie è andata distrutta nel devastante incendio di un magazzino di vino e quindi, quel poco che ne è rimasto ha un valore considerevole.
Sulla stessa onda si trovano i vini Cleavage Creek (Fosso dei Seni), con parte delle entrate che vanno alla ricerca sul tumore del seno e parte al club delle PinUp, le cui associate competono per apparire sulle etichette.
C'è poi Clos Pegase, che ogni anno riproduce sulle proprie etichette opere d'arte originali ed una volta si è visto rifiutare il permesso governativo perchè un dipinto astratto è stato giudicato troppo spregiudicato. Fortunatamente lo stesso ufficio amministrativo è oggi più illuminato e i nudi artistici passano il controllo.
Fra le varie etichette interessanti vanno ricordate Carneros del Notte (misto di spagnolo e italiano che si traduce letteralmente in 'Macellaio della Notte'. Va tuttavia notato che 'Carneros' è anche il nome di una zona vinicola in Sonoma County), che è visibile al buio e Dynamite (Dinamite), che ha preso il nome dall'esplosivo usato per ripulire la zona dove è stato poi piantato il vigneto e che ogni anno cambia etichetta. Cercando di produrre etichette che risaltano sulla concorrenza altri produttori si rivolgono a designer che di solito creano confezioni per costosi prodotti cosmetici e altre merci di lusso.
Alcuni di questi vini che si fregiano di etichette eclettiche sono in realtà piuttosto buoni, mentre altri sono poco più che trovate pubblicitarie. È triste pensare che i consumatori acquistano un vino di per se economico pagando un alto prezzo perchè ha un'etichetta stravagante, ma il successo del [yellow tail] (a mio avviso un vino di qualità opinabile – nota del traduttore) e del Rex Goliath provano che un nome 'furbo' può aiutare a vendere un vino.
"Non c'è nessuna legge che dica che una bella donna deve per forza essere stupida", diceva mio padre. Nello stesso modo penso che un'etichetta stravagante possa fregiare una bottiglia di buon vino.
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