Storia e numeri del Consorzio Marchio Storico
dei Lambruschi Modenesi
Il rilascio dei marchi consortili inizia nel settembre 1970, quando il Consorzio che era allora noto come "Consorzio Tutela del Lambrusco-Modena", iniziò attivamente l'attività di controllo in seguito all'emanazione dei disciplinari di produzione dei tre Lambruschi a Denominazione di Origine Controllata, il Lambrusco di Sorbara, il Lambrusco Salamino di Santa Croce e il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, avvenuta il primo maggio 1970. Per un breve periodo iniziale la "secchia rapita" venne adottata come simbolo, ma venne presto sostituita dal rosone del Duomo di Modena.
Oltre ad identificare le bottiglie prodotte dalle aziende consorziate, che sono attualmente 13 e producono circa l'85% del Lambrusco DOC della provincia di Modena, il marchio consortile funge da sigillo di garanzia e qualità allo stesso tempo. I campioni di vino prelevati presso le aziende associate vengono sottoposti a rigorose verifiche analitiche ed organolettiche e solo il vinoche raggiunge i livelli prefissati di qualità e tipicità potrà fregiarsi del bollino rosso.
Va notato che il numero di bottiglie controllate e certificate dal Consorzio è di molto superiore ai 500 milioni, che sono stati ufficialmente raggiunti a fine aprile 2008.
Infatti, oltre al tradizionale bollino rosso applicato sulla spalla della bottiglia e recante la numerazione progressiva, a partire dal 1995 è stata alle aziende consorziate l'alternativa di contrassegnare i loro Lambruschi DOC con una numerazione rilasciata dal Consorzio da apporre in controetichetta. A partire dal 2000 poi, in concomitanza con la revisione grafica del marchio in occasione del cambio di nome del Consorzio in "Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi", è stato realizzato anche il marchio a collarino, che i consorziati possono apporre sul collo della bottiglia in alternativa al tradizionale marchio a spalla.
Ad oggi le controetichette con numerazione del Consorzio hanno superato i 24 milioni, ai quali si vanno ad aggiungere gli oltre 38 milioni di collarini rilasciati dal Consorzio. Considerando poi i 3 milioni e mezzo di marchi a spalla del tipo autoadesivo, realizzati anch'essi con numerazione separata, il totale delle bottiglie da 0,750 litri controllate a tutt'oggi supera i 565 milioni.
Oltre alle bottiglie da litri 0,750 il Consorzio certifica anche altri tipi di confezione, i cui marchi si distinguono per una diversa numerazione in colore verde.
Dal 1970 al 1997 sono stati rilasciati oltre 7 milioni di marchi per confezioni da litri 0,200; dal 1975 ad oggi quasi 9 milioni di marchi (a spalla o a collarino) o contrassegni per confezioni da litri 0,375; infine, dal 1974 ad oggi sono stati rilasciati oltre 19 milioni di marchi o contrassegni per confezioni da litri 1,500.
Sommando il tutto, dal 1970 ad oggi il Consorzio ha certificato l'equivalente di oltre 610 milioni di bottiglie da 0,750, ossia oltre 457 milioni di litri di Lambrusco DOC.
Dal 2006 l'attività di controllo del Consorzio è stata ampliata, aggiungendo anche la tutela della IGT Lambrusco di Modena. Le aziende consorziate che intendono applicare il marchio consortile alle proprie confezioni di Lambrusco di Modena IGT possono infatti sottoporle agli stessi controlli effettuati dal Consorzio per le tre Denominazioni di Origine Controllata.
Cinquecento milioni di bottiglie di vino è senz'altro un bel numero con tanti zeri, non c'è che dire.

Questo è il numero di bottiglie di Lambruschi DOC Modenesi certificati con il ben noto bollino rosso a spalla dal Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi da quando ha iniziato la propria attività, nel 1970. Da 38 anni il bollino rosso, con il simbolo del rosone del Duomo di Modena contornato da grappoli d'uva è l'elemento distintivo utilizzato dal Consorzio per garantire l'avvenuto controllo organolettico del vino contenuto nella bottiglia.
Mezzo miliardo di bottiglie certificate e contrassegnate dal caratteristico bollino rappresentano senza ombra di dubbio il raggiungimento di un importante traguardo operativo, ancor più dal punto di vista socio-economico e culturale che da quello quantitativo, per quanto sia estremamente significante di per se.
Il successo dei Lambruschi DOC Modenesi è sottolineato dal trend di crescita che ha portato le confezioni controllate dal Consorzio dai 10 milioni dei primi anni ai 24 milioni del 2007. La produzione dei Lambruschi DOC Modenesi, attualmente originati da una superficie vitata di 5.200 ettari iscritti nell'albo dei vigneti DOC, si suddivide come segue per il 2007:
- Lambrusco di Sorbara:
116.780 ettolitri,
- Lambrusco Salamino di Santa Croce: 154.102 ettolitri,
- Lambrusco Grasparossa di Castelvetro: 115.373 ettolitri.
In ogni caso, il conseguimento di un traguardo quantitativo tanto importante mette in luce il fatto che il sistema Lambrusco‚ e più in generale il sistema vitivinicolo locale, funziona. Basta pensare che nel 2007 il tessuto socio-economico modenese ha assorbito 1.500.000 quintali di uve Lambrusche prodotte nella provincia, 36% delle quali registrate a DOC.
Alla luce delle indagini che stanno mettendo in subbuglio i consorzi del Brunello di Montalcino e del Vino Nobile di Montepulciano nella vicina Toscana, l'attività di tutela e controllo svolta dal Consorzio per garantire trasparenza e tracciabilità del processo produttivo è oggi ancora più importante.
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