Come definire un vino che proviene da oltre seicento vitigni diversi?
È ovvio che le categorie tradizionali e codificate del gusto non bastano. Gli esperti vinificatori della Cantina Produttori Cormòns lo vinificano in bianco, lo affinano e lo lasciano riposare. Dalle botti, mesi dopo la vendemmia, esce un vino forte e moderatamente secco, con un retrogusto di vaniglia e vagamente moscato, con un profumo che ricorda le sue origini cosmopolite, come contenesse i fiori appena sbocciati nelle primavere di tutti i continenti.

Si tratta senz'altro di vino da meditazione, da centellinare e gustare attentamente. Vino da collezionisti, per la bellezza delle sue bottiglie – fornite anche in confezioni da tre e da dodici – derivata dalle etichette d'autore. Alcuni pittori ne diventarono particolarmente affezionati, come il compianto Enrico Baj, che per il Vino della Pace del 2004 e per la Cantina Produttori Cormòns eseguì una delle sue ultime opere, rifacimento ironico e stilizzato dell'etichetta con cui nel 1985 aveva dato inizio alla fortunatissima serie.
Cinquecento persone in rappresentanza di 60 nazioni parteciparoino alla prima vendemmia del 1985 e tra di loro c'erano anche 70 giovani provenineti dal Collegio del Mondo Unito di Duino, in provincia di Trieste.
Per le etichette 2008 il Pane della Pace incontra il Vino della Pace in un connubio simbologico universale in occasione dell'evento 'Il Pane della Pace ed il Vino della Pace s'incontrano a Cormòns', tenutosi sabato 5 Settembre 2009 nella cittadina friulana che ha dato vita anni fa a questa linea di etichette. Durante l'incontro sono stati presentati i vini dell'annata 2008, le cui etichette sono state dipinte dagli artisti Bruno Ceccobelli, Philip Corner e Omar Galliani ed impreziosite dai versi dei poeti Sebastiano Grasso, Pier Paolo Pasolini e Saint-John Perse.
Alla presentazione è seguita la parte più importante dell'evento, ossia la degustazione della nuova annata del Vino della Pace. |
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